Nuova Bellinzona, basta fare l’addormentata tra i castelli!

E’ ben risaputo, le attività commerciali del centro storico cittadino non stanno passando momenti euforici e di abbondanza, ma direi piuttosto il contrario; “num da borgh” ci dimentichiamo però che questo problema è condiviso da tutti i centri dei futuri quartieri della nuova Bellinzona, a vantaggio dei centri commerciali ubicati nella periferia, che non sono parte di questo disegno aggregativo.

Per invertire la tendenza, bisogna avere il coraggio di permettere agli indigeni in primis, e ai turisti poi, di permettere di raggiungere e poi rimanerci, il nucleo della città, e del proprio centro di quartiere. La pragmatica e realistica pubblicità natalizia dei commercianti giubiaschesi deve far pensare, “meglio una gallina domani, che un uovo oggi”, eh si, e quindi perché non offrire la possibilità di poter parcheggiare per esempio fuori dagli orari di punta in maniera gratuita.

Chi fino a qualche anno fa andava in centro durante il mezzogiorno per mangiare, oggi preferisce andare al centro commerciale, perché comodo e non paga il parchimetro; i ristoratori non hanno ringraziato di certo per questa poco edificante iniziativa.

Trovare un semplice e pratico posteggio nei nuclei, vicino a quei servizi che sono il ritrovo concreto delle diverse identità che hanno costruito questa aggregazione, è sempre più problematico per non dire impossibile. I pochi posteggi pubblici presenti sul territorio sono spesso se non sempre soggetti da seccanti e poco gradite tariffe che non rappresentano per le casse comunali un introito indispensabile ma bensì un freno allo sviluppo del piccolo commercio e della ristorazione.

Bellinzona deve essere in grado attraverso un’interconnessione sempre più importante tra mezzi privati e pubblici di offrire ad ogni livello la miglior soluzione possibile a dipendenza della necessità della popolazione; questo non significa che il mezzo privato va completamente demonizzato.
Uniamo lo sviluppo degli importanti mezzi pubblici e una rivitalizzazione dei centri, affinché anche Alptransit non sia unicamente un “buco” che termina in uno stupendo ma desertico centro storico.