Il Presidente Michele Andina non sollecita un ulteriore mandato

Nella Direttiva sezionale del 3 luglio 2012 tenutasi all’Albergo Unione di Bellinzona il parlamentino popolare democratico ha preso atto delle dimissioni del suo Presidente Michele Andina.

Di seguito l’intervento letto in quell’occasione.

Care e cari popolari democratici

mi spiace innanzi tutto non potervi dire di persona quanto la vice presidente vi sta leggendo ma una brutta influenza mi sta facendo tribolare più del dovuto.
Sono passati quasi 4 anni da quando presi in mano con, non lo nego, un po’ di timore reverenziale, la sezione popolare democratica. La scelta allora andò in controtendenza a quanto mi ero già nel 2008 prefissato di fare, vale a dire “staccare” un po’ dalla politica per dedicarmi maggiormente alla mia vita familiare. Il cuore popolare democratico, ed alcune promesse di aiuto (non del tutto mantenute), ebbero la meglio e allora, come dissi, accettai l’onorifica carica di presidente, con la consapevolezza che l’obiettivo di riconfermare le stesse percentuali di voto che si erano appena raggiunte non sarebbe stata cosa facile.
Ho cercato in questo mandato di dare quanto mi era possibile, cercando sempre ciò che univa piuttosto che ciò che divideva.

Il clima politico cittadino non ha certo aiutato a mettere in luce il lavoro svolto dai nostri Municipali.
La nostra società, e Bellinzona ve ne fa parte, è sempre più portata a mettere in luce ciò che può far audience, ciò che fa parlare, e forse è giunta l’ora che il nuovo che verrà ne prenda atto e, se lo riterrà opportuno, metta in atto le misure per sfruttare questo modo di comunicare.

Come avrete modo di vedere, la promessa che mi fece 4 anni fa l’ho mantenuta. Il PPD di Bellinzona ha potuto mantenere le stesse percentuali di voti di 4 anni fa. Questa però è una magrissima consolazione poiché in termini concreti questo non ci ha messo al riparo della perdita di 1 Municipale. Perdita che ha avuto delle conseguenze anche sul numero attribuitoci nelle commissioni municipali, dove in alcune il numero dei nostri rappresentanti è calato da 4 a uno solo.
Si potranno trovare molti motivi per questi risultato, sicuramente l’effetto Branda ci ha penalizzato, la fuori uscita di Renzo Quadri non ci è stata d’aiuto (cambio di casacca che sinceramente non riesco ancor oggi a comprendere). La sensazione però è come quella di una staffetta 4×100. Ci si allena per 4 anni per riconfermare le stesso tempo. Alla gara finale corrono tutti a pieno regime, si taglia il traguardo e si guarda il tabellone. Tutti felici il primo istante poiché viene riconfermato il risultato di 4 anni fa ma subito dopo si deve constatare che la squadra rivale, negli ultimi 100 metri con il loro corridore di punta, supera tutti e stravince.

L’amaro in bocca rimane ma la sconfitta fa parte (anche se oggi non lo si vuole accettare) della nostra vita. Importante è che ci si rialzi subito in piedi e si ricominci ad allenarsi, cercando da subito di abbattere il nostro record, per tornare fra 4 anni a riconfermarci 2 forza di Bellinzona.
Nella mi mente riemergono ricordi di molti popolari democratici, oggi nella Luce di Dio Padre, che hanno reso grande ed importante questa sezione e dei loro insegnamenti. Umberto Banfi, un lord inglese prestato a Bellinzona, Livio Buzzi, l’irriducibile, Enea Mina il pragmatico e molti altri. A questi va il mio primo ringraziamento.

Ringrazio i membri dell’UP, in particolare chi ha partecipato attivamente, per l’aiuto e la vicinanza in questi anni, una su tutti Emanuela.
I Municipali Filippo Gianoni e Flavia Marone per i l lavoro svolto.
Il capo gruppo Rocco per l’amicizia e per la tenacia delle sue convinzioni.
I membri del gruppo 2008-2012 per l’elevato spessore dei loro atti e dei loro interventi.
Ringrazio tutti i membri della Direttiva per aver sempre stimolato con riflessioni e domande la vita interna al nostro Partito.
Grazie al Presidente Giovanni Jelmini e al Segretario cantonale Marco Romano e alla Presidente distrettuale Ivana caccia, per le stimolanti discussioni davanti a una birretta. Grazie a tutte e a tutti i popolari democratici di Bellinzona.
Grazie al mio datore di lavoro, Credit Suisse SA, che mi ha permesso di dedicarmi alla politica (Gran consiglio e Presidenza sezionale) stimolando la partecipazione civile.
Il grazie più importante lasciate però che lo riservi alle mie figlie e a mia moglie, che più di tutte hanno dovuto dividermi con il mio altro grande amore: la politica, come avrete capito è con commozione che rimetto e non sollecito un nuovo mandato, questo anche affinché Carlotta, Tabatha e mia moglie Lucia non si vedranno costrette a leggere nel mio epitaffio:

“Qui giace quel rincitrullito che dedicò più tempo alla politica che non alla sua famiglia.”

Grazie per l’attenzione.
Michele Andina