Bellinzona turistica: perché no ?

Non avremo la Tour Eiffel, il Mauerpark o il Colosseo ma anche noi abbiamo i nostri gioielli. I tre castelli, già parte del patrimonio culturale dell’Unesco, il mercato del sabato mattina, i sentieri e le loro viste spettacolari, il carnevale, gli eventi in piazza e non da ultima la città vecchia. Ma allora perché Bellinzona non viene considerata come una meta turistica ? Mi viene da fare una metafora. Se il pescivendolo prima di vendere al proprio cliente un branzino gli dicesse che il vicino ne offre di migliori, la sua bottega andrebbe in fallimento nel giro di qualche mese.
Bellinzona non ha niente da invidiare agli altri luoghi della Svizzera italiana se non la loro abilità nel vendere il proprio prodotto. Ci vuole la consapevolezza di avere del potenziale tra le mani per poterlo coltivare e far apprezzare.
Annualmente Bellinzona offre quasi più di un evento al giorno di ogni tipo tra musica classica, teatro, esposizioni d’arte. Senza contare i suoi monumenti quali la Villa dei Cedri, la chiesa della Madonna delle Grazie, (Curzútt i fortini della fame e la via del Ferro per citarne alcuni. Inoltre, la sua posizione strategica a metà strada tra Lugano e Locarno potrebbe fungere da comodo punto di partenza per visitare in lungo e in largo le bellezze della nostra regione.
Il grande lavoro dell’Ente del Turismo di Bellinzona e Dintorni che sta cercando di avvicinare la città anche ai più giovani grazie alle nuove tecnologie (vedi applicazione “Bellinzona Guide” su Android Market e App Store), ai turisti svizzeri offrendo una macchina Mobility con la quale muoversi comodamente e ai vicini d’oltre confine offrendo interessanti rassegne gastronomiche (ad esempio La Città del Gusto) sta a dimostrare che la voglia di cambiare le carte in tavola c’é.

di Emanuela Gada-Barenco Tamagni

1 pensiero su “Bellinzona turistica: perché no ?

  1. Ho letto con molto piacere, l’articolo a favore del turismo Bellinzonese.
    Complimenti.
    Gian Luca Cantarelli

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